venerdì 5 giugno 2015

COMUNICATO 28/05/2015

COBAS LAVORO PRIVATO

> Il 28 Maggio 2015 a Firenze si è tenuto l'incontro tra la direzione aziendale Whirlpool con le delegazioni di  Fiom  guidate dal segretario generale Maurizio LANDINI e i rappresentanti dei Cobas lavoro privato dello stabilimento di Siena .
Era presente anche un delegato UILM dello stabilimento di Comunanza.
FIM e UILM non hanno voluto partecipare all' incontro.
> Nel definire le modalità e i metodi del confronto, la delegazione sindacale ha ribadito in maniera unanime all'azienda la necessità di individuare soluzioni industriali sostenibili in grado di garantire la continuità  per i siti di Carinaro e None e la necessità di affrontare e risolvere la contraddizione, presente nel piano industriale presentato da Whirlpool,  tra le assunzioni previste nell'area di Varese e gli esuberi strutturali previsti nell'area di Caserta.
> La multinazionale ha ribadito la volontà di lavorare a possibili soluzioni alternative alla chiusura per i due stabilimenti, cercando anche fuori il perimetro Whirlpool, assicurando che nel corso dell'incontro previsto al ministero dello Sviluppo economico il 9 giugno prossimo sarà nelle condizioni di illustrare, nel merito, una soluzione sostenibile nel futuro per lo stabilimento piemontese per i lavoratori attualmente adibiti alle attività logistiche, mentre prevede il mantenimento delle attività di ricerca e sviluppo e commerciali fino al 31 dicembre 2016. La delegazione sindacale ha chiesto la garanzia della continuità della sfera di applicazione del contratto e delle tutele in essere a partire dall'articolo 18.
> None e Carinaro saranno oggetto di continui aggiornamenti nel confronto.
> Il 9 giugno saranno illustrati i piani industriali e di investimento per ogni singolo stabilimento, e le loro ricadute in termini di prodotto e processo. Nell'incontro di oggi è stato chiarito che sui 500 milioni previsti dal piano, 60 riguardano lo stabilimento di Comunanza.
> È stato inoltre illustrato dall'azienda il piano di incentivi a sostegno della salvaguardia occupazionale: un piano sul quale la discussione di merito è stata rinviata all'incontro del 9 giugno. I criteri individuati interessano i pensionabili, l'accompagnamento alla pensione, le dimissioni incentivate e il sostegno al trasferimento. L'azienda ha confermato la disponibilità a individuare su questo tema progetti specifici su None e Carinaro.
> La Whirlpool ha chiarito che gli esuberi per gli impiegati sono riferiti a funzioni e verranno individuati per aree, così come è stato specificato che la previsione di una sede comune per Comerio e Milano non mette in discussione la sede direzionale di Fabriano.
> L'azienda ha chiesto infine di discutere e definire gli strumenti - ammortizzatori sociali - necessari per non procedere unilateralmente a riduzioni di personale.

Il COBAS LAVORO PRIVATO giudica i fatti emersi dal confronto come incoraggianti e utili al prossimo incontro di Roma del 9 Giugno ma tuttavia questi elementi sono ancora insufficienti e lontani da una possibile soluzione di tutte le questioni aperte.
Rimangono intatte quindi tutte le ragioni che porteranno le lavoratrici e i lavoratori Whirlpool il 12 Giugno allo sciopero di 8 ore in tutto il gruppo con manifestazione a Varese.

Siena 28.05.2015                                COBAS LAVORO PRIVATO WHIRLPOOL

martedì 26 maggio 2015

Comunicato 25 Maggio 2015

COMUNICATO  COBAS  LAVORO  PRIVATO  SUGLI  SVILUPPI  DELLA  VERTENZA  WHIRLPOOL

Il  COBAS LAVORO PRIVATO promuove e rilancia lo sciopero generale  nel Gruppo Whirlpool per l'intera  giornata del  12 giugno, con manifestazione  a Varese, sede della Multinazionale Americana.
Il COBAS LAVORO PRIVATO  si impegnerà al massimo, in unità d'azione con le RSU e le altre OS, per la migliore riuscita dello sciopero e per garantire la più ampia partecipazione alla manifestazione di Varese.
Il COBAS LAVORO PRIVATO ritiene che sia venuto il momento di far sentire tutta la forza di mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Gruppo Whirlpool, lotta che dovrà essere capace di svilupparsi - se necessario anche per lungo tempo- per fare in modo che la multinazionale debba  recedere dai  propositi dei feroci tagli del personale , così da giungere a istruire un percorso serio per la soluzione dei problemi occupazionali del Gruppo Whirlpool.
Per arrivare al risultato per cui  stiamo lottando è indispensabile mantenere l'azione e allo stesso tempo trattare con l' Azienda,così da creare le condizioni positive per risolvere l'intera vertenza : " SI LOTTA E SI TRATTA", era il grido vincente del successo e delle conquiste dei lavoratori negli anni '70.
Per questo auspichiamo che il tavolo di confronto con la Whirlpool,convocato per giovedì 28 maggio a Firenze, sia partecipato da TUTTE le Organizzazioni Sindacali del Gruppo Whirlpool e che si possa trovare tra le forze Sindacali la stessa unità di intenti e forza morale che si pretende dai Lavoratori quando  sono mobilitati.

Siena 25 maggio 2015

                                 COBAS LAVORO PRIVATO 


sabato 18 aprile 2015

LA WHIRLPOOL E IL GIOCO DELLE TRE CARTE


Giovedì 16 Aprile la Whirlpool EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa) ha presentato al ministero dello Sviluppo Economico e in contemporanea in tutti i siti produttivi Italiani il nuovo piano industriale 2015 - 2018 dopo circa un anno dall' acquisizione della multinazionale Italiana INDESIT.

Il piano industriale riguarda la sorte di 14 stabilimenti e centri logistici e direzionali sparsi in Italia e prevede investimenti pari a 500 milioni di Euro in 4 anni destinando in particolare 90 milioni di Euro alla ricerca e sviluppo.
La Whirlpool annuncia anche il rientro in Italia di consistenti produzioni all'estero ( Cina, Turchia e Polonia) e il rientro di tutti i centri di progettazione e ricerca ad esclusione di quello delle lavastoviglie.

Le produzioni dei vari stabilimenti saranno rimodulate nell'ottica di affidare ai siti produttivi una unica "missione" e anche per portare gli impianti a una capacità produttiva maggiore in quanto attualmente, gli stabilimenti sono impegnati a circa il 50 / 60 % delle loro possibilità.

Si assiste quindi a migrazioni di produzioni da uno stabilimento all' altro e dall' estero per l' Italia e a consistenti aumenti di produzione in special modo per CASSINETTA (VA) e FABRIANO e in tutto questo gioco delle tre carte immediatamente ci fanno le spese il sito di CAIRANO nel Casertano che conta 830 dipendenti e 500 nell' indotto e il sito di ricerca e sviluppo di NONE nel Torinese che ha 90 impiegati.
Inoltre verrà chiuso lo stabilimento di ALBACINA (600 operai) e le maestranze verranno spostate a 8 Kilometri nel sito di FABRIANO.

Nello stesso piano Whirlpool annuncia nuove assunzioni per i siti di CASSINETTA 280 unità  COMUNANZA 20 unità e NAPOLI 45 unità.

Questo in estrema sintesi è il piano industriale della Whirlpool, LUNEDI' 20 Aprile a ROMA la multinazionale Americana incontrerà le RSU di tutti i siti produttivi e i Nazionali dei Sindacati Confederali e in quella sede si discuterà nel dettaglio il piano e ovviamente partirà un tavolo di contrattazione.

Come CONFEDERAZIONE COBAS LAVORO PRIVATO siamo presenti attualmente solo nel sito produttivo di SIENA ma in ogni caso ci saremo pure noi in quella riunione e non mancheremo di fare le nostre osservazioni, critiche e proposte.
In attesa di ulteriori elementi di valutazione che sicuramente scaturiranno dall' incontro di LUNEDI' 20 Aprile ci sono già alcune questioni che destano la massima preoccupazione e che a nostro avviso potranno presentare in un futuro prossimo importanti sconvolgimenti circa gli accordi attualmente in vigore sia in Whirlpool che nell' ex INDESIT.

A nostro avviso lo stabilimento di CARINARO e il centro di ricerca e sviluppo di NONE sono stati sacrificati per contribuire a rimpinguare di produzioni gli altri stabilimenti, ma questo atteggiamento ha radici lontane, infatti, per restare solo in Italia la Whirlpool, prima della fusione con INDESIT,  aveva già chiuso lo stabilimento di TRENTO portando la produzione a CASSINETTA e similmente aveva fatto INDESIT con lo stabilimento di TEVEROLA, dove le produzioni vennero spostate in Turchia.

Se la crisi non allenterà la sua morsa e dunque se i consumi e i mercati non risponderanno, riteniamo che ci sia il forte rischio che prima o poi seguirà la chiusura di qualche altro sito produttivo e in questa ottica, anche se per motivazioni diverse, ci risulta che Whirlpool chiederà al Governo il rifinanziamento della cosiddetta " legge ELETTROLUX ", cioè un complesso piano di ammortizzatori sociali per il mantenimento dell' occupazione.
Indubbiamente un bel po' di soldi pubblici, che sicuramente serviranno a mantenere l' occupazione e a finanziare la Whirlpool ma che nel contempo non saranno certamente risolutivi per far ripartire i consumi.

Un' altra criticità la rileviamo dal fatto che ingenti produzioni stanno rientrando in Italia dalla Cina, Turchia e Polonia  e questo è buono per gli occupati del nostro paese, ma facciamo notare che per anni e anni ogni multinazionale e Aziende Italiane, hanno delocalizzato massicciamente in paesi esteri magnificandone la docilità delle maestranze, il loro costo assolutamente inferiore e la prontezza delle istituzioni locali e Nazionali per garantire forti sgravi fiscali e per assicurare ogni sorta di infrastrutture ai siti produttivi.
Insomma il paese del bengodi per ogni imprenditore.

Oltretutto le Aziende usano l'argomento della delocalizzazione per terrorizzare i dipendenti e per scardinare le relazioni industriali con le Organizzazioni Sindacali, favorendo la loro divisione e ottenendo così ulteriori vantaggi in termini di tagli a salari e diritti.
Perché dunque la Whirlpool fa questa operazione in assoluta controtendenza rispetto alle altre multinazionali?

Secondo noi perché pensa di riuscire a far rifinanziare la legge sopracitata e soprattutto di sfruttare questa nuova situazione per pretendere dai dipendenti e dunque dalle Organizzazioni Sindacali Confederali (che sono assolutamente maggioritari) ulteriori sacrifici in salari e diritti, in nome della competitività del prodotto e del mantenimento dell' occupazione, mantenendo sempre la spada di Damocle di improvvise  ri - delocalizzazioni nei medesimi paesi dove Whirlpool - Indesit conta numerosi stabilimenti che sono nuovi e in piena efficienza.
Insomma, se le nostre analisi sono giuste assisteremo nei prossimi anni a una rivoluzione in negativo delle condizioni complessive degli occupati in Whirlpool e se non ci sarà una inversione delle politiche governative e una nuova presa di coscienza di TUTTE le organizzazioni Sindacali e delle forze Politiche che si oppongono a questo stato di cose la battaglia che si profila all' orizzonte rischia di essere persa in partenza.

Come è stato detto in questo documento la CONFEDERAZIONE COBAS LAVORO PRIVATO è ancora poco rappresentata in Whirlpool, tuttavia non mancheremo di costruire le giuste alleanze e di formulare le nostre proposte affinché si possa costruire con i Lavoratori un piano alternativo di sviluppo.



 Siena 18.04.2015                            COBAS WHIRLPOOL SIENA

venerdì 24 ottobre 2014

La Spagna, l’illusione della flessibilità creativa e il debito pubblico


FRESIELLO DA VALENCIA: La Spagna, l’illusione della flessibilità creativa e il debito pubblico

Ci pregiamo ancora una volta di ospitare il mitico Fresiello da Valencia
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Egli ci aggiorna raccontandoci direttamente ( dalla pancia del paese ) su come stanno le cose oggi nella Spagna di Rajoy; saprà sicuramente introdurci in un mondo che, visto dal suo osservatorio speciale, ci apparirà esattamente per come esso è nella realtà e non per come ce lo raccontano.
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A proposito della Spagna, delle sue pesanti riforme del lavoro in senso di maggiore flessibilitá e di una ipotetica crescita (peraltro sostenuta dall’enorme déficit pubblico che all’Italia è categoricamente vietato di disporre). È curioso notare come, vista da vicino, la situazione sia molto diversa da quella che traspare dai media, anche se ormai dovremmo aver compreso un pó tutti l’entità dell’opera di disinformazione/omissione (vuoi per paura di perdere il posto di lavoro, vuoi per malafede) che quotidianamente i media concorrono a relizzare.
In pratica, oltre alle file lunghissime di disoccupati davanti ai centri per l’impiego, in Spagna ci sono molte proteste locali. La motivazione di tutto ciò sta nel fatto che le riforme di precarizzazione (flessibilità la chiamano gli illuminati dell’economia) non hanno fatto altro che spezzettare e polverizzare la contrattazione, e quindi di conseguenza anche le relative problematiche, in una logica di indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori. Più piccola è la protesta, meno risultati si riescono ad ottenere attraverso essa.
In particolare mi preme raccontare la protesta dell’azienda di trasporto cittadino di Valencia per giungere ad un discorso più ampio relativo al debito pubblico e allo stato.

lunedì 13 ottobre 2014

LORO HANNO BISOGNO DI CRISI


« Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti.
I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario.
…È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. »
Mario Monti

Dalla franchezza di questa dichiarazione si evince, senza nessuno sforzo, il metodo con il quale “qualcuno” ha DECISO di procedere verso il mutamento radicale della nostra società, obbligandoci ad accettarne le conseguenze.