giovedì 20 dicembre 2012
BUON NATALE, BUON 2013
BUON NATALE, BUON 2013
Care Colleghe, cari Colleghi, Anche quest' anno volge oramai alla fine e pur con tutte le preoccupazioni che ci accompagnano, ogniuno di noi cercherà all' interno delle proprie famiglie quella serenità che ci è stata rubata da una crisi economica voluta dagli usurai internazionali e aggravata dalle politiche scellerate del governo di Mario MONTI e dai Partiti che tutt'ora compongono la sua maggioranza, P.D. P.D.L. e U.D.C. solo per citare i principali.
In questo contesto,dove ogni operaio ed impiegato lotta per arrivare alla fine del mese senza indebitarsi ulteriormente, dove la disoccupazione ha raggiunto livelli insostenibili, dove molti pensionati per sopravvivere devono rivolgersi alla CARITAS, in un paese nel quale i giovani non avranno un futuro ed intanto i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri e le Aziende chiudono a centinaia al giorno, si registra una ancor più assurda divisione sindacale, proprio nel momento in cui ci sarebbe bisogno di fare fronte comune per trovare soluzioni che ci permettano di uscire dalla crisi e farla pagare finalmente anche a chi si è arricchito alle nostre spalle ma non vuole dare.
Tutti noi abbiamo appena assistito all' ennesima spaccatura nell' unità sindacale con la firma di FIM e UILM dell' ultimo contratto separato.
Non è questa la sede per scendere nei particolari di quell' accordo, nell' anno nuovo pubblicheremo le parti salienti del contratto separato 2012 ed i nostri commenti, tuttavia affermiamo fin d'ora che il contratto nazionale firmato da FIM e UILM rappresenta un considerevole arretramento per quanto riguarda i salari ed i diritti.
FIM e UILM si vantano poi di aver ottenuto meraviglie senza aver fatto nemmeno un' ora di sciopero è questa affermazione appare quantomeno sospetta, sarebbe come dire che i padroni ci hanno concesso soldi e diritti senza avere nulla in cambio.
Ma vi pare mai possibile?
D' altro canto in casa FIOM non è che sia tutto rose e fiori, anzi !
E' sotto gli occhi di tutte e tutti come la FIOM predica bene a livello Nazionale, ma razzola male, molto male a livello locale e tutti noi che lavoriamo alla Whirlpool di Siena lo sappiamo bene.
Visto che il Natale è alle porte ci asterremo dal fare inutili polemiche, ma non possiamo tacere il fatto che la FIOM della Whirlpool di Siena abbia perso ogni capacità di analisi del momento e dunque è priva di ogni cognizione tattica e strategica volta alla difesa dei nostri diritti e dei nostri salari.
Questa condizione in cui si trova la FIOM è VOLUTA e la fa dunque tirare a campare alla giornata e quindi, anche per questo, in moltissime occasioni si dimostra succube ai voleri dell' Azienda.
Ogniuno di noi ha personali ricordi al riguardo.
Il 2013 si presenta come un'anno cruciale per l' Europa e per l' Italia e nessuno si illuda che questa crisi finisca, o che si veda "una luce in fondo al tunnel".
Se l'Europa e L' Italia non invertono le loro politiche economiche, se la Banca Centrale Europea (B.C.E.) non diventa una banca PUBBLICA sotto il diretto controllo dei Governi Europei, se non si attuano politiche forti per la tutela dei più deboli e l' AUMENTO dei salari, se la lotta all' evasione fiscale smetta di diventare una barzelletta e diventi una priorità Nazionale, se non si nazionalizzano le attività strategiche (Energia,Comunicazioni,Trasporti,Sanità,Istruzione e Ricerca, Acqua) da questa crisi non ne usciremo più e saranno sempre i soliti a pagarla.
Anche alla Whirlpool di Siena il 2013 sarà un'anno di cambiamenti e d' incertezze sia Aziendali che Sindacali, la R.S.U. è al termine del suo mandato e sembra che nei primissimi mesi dell' anno ci saranno le elezioni per il rinnovo.
Noi COBAS ci saremo, ci presenteremo a questa competizione con una nostra lista e la formeremo PUBBLICAMENTE in assemblee aperte a tutte e tutti.
Nell' organizzazione Sindacale della CONFEDERAZIONE COBAS non ci sono "capi", le decisioni si prendono collettivamente e i membri della R.S.U. espressione dei COBAS agiscono esclusivamente per mandato della base.
I responsabili COBAS regolarmente eletti, rispondono all' Assemblea e dall' Assemblea possono essere destituiti in ogni momento.
Ogni iscritto ai COBAS non è un semplice pagatore di tessera,ma un PROTAGONISTA delle scelte che lo riguardano.
Spesso si sente dire in tono di disprezzo che i COBAS non sono un sindacato e che non danno servizi ai loro iscritti.
E' FALSO.
I COBAS si sono convenzionati con un patronato presente in tutta la Provincia, (CIA) le prestazioni sono uguali a quelle degli altri Patronati dei Sindacati Confederali e i prezzi assolutamente concorrenziali.
Disponiamo inoltre di un' ufficio legale specializzato in materia del lavoro ed esperti che possono aiutarci per affrontare al meglio tutte le eventuali trattative con l' Azienda.
Per quanto riguarda le sciocchezze relative alle dicerie che affermano che non siamo un sindacato, ci limitiamo a dire che la cronaca dei Giornali e Telegiornali è piena delle nostre azioni tese alla difesa dei lavoratori.
Solo in Provincia di Siena siamo presenti in R.S.U. oltre che nella scuola, anche alla NOVARTIS, alla MULTISERVIZI di COLLE .
Alla Whirlpool di Siena porteremo come Sindacato una nuova determinazione e maggior tutela dei nostri diritti, sperando che anche gli altri Sindacati raddrizzino la schiena, perchè solo uniti si può resistere e vincere.
Tutto questo lo potremo fare solamente se ci sarà una vera e attiva partecipazione di tutte e tutti, il momento richiede che tutti,nella misura delle proprie possibilità e capacità portino il loro contributo.
La nostra mano è tesa a tutti i Sindacati presenti alla Whirlpool e confidiamo ancora in un' incontro che tarda a arrivare.
E' un vero peccato questa assurda chiusura nei nostri confronti da parte della R.S.U. e non possiamo credere che le nostre critiche (che poi sono quelle di tantissimi) possano far perdere di lucidità a delegati sindacali di pluriennale esperienza.
Care Colleghe e Colleghi è con grande piacere che dalle pagine di questo BLOG vi vogliamo augurare un BUON NATALE e un SERENO 2013 e vi diamo un' arrivederci al prossimo anno, dove ci troverete battaglieri e deteriminati più che mai.
Il Collettivo COBAS WHIRLPOOL SIENA
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domenica 25 novembre 2012
Lettera aperta di Giorgio Cremaschi ai dirigenti Cgil e FIOM
GIORGIO CREMASCHI:
Sul sito della "RETE 28 APRILE"
Lettera aperta ai dirigenti Cgil e FIOM che vanno alle primarie
Care compagne, cari compagni in questi ultimi giorni mi è capitato di leggere molti appelli e prese di posizione da parte vostra a sostegno di Bersani o Vendola nelle primarie del centrosinistra.
Naturalmente non è mia intenzione mettere in discussione la legittimità della vostra scelta di cittadini. Come dirigenti sindacali però trovo necessario rivolgervi alcune domande. Siete a conoscenza del testo 'Italia bene comune'?
Quel documento viene sottoscritto dai candidati alle primarie ed è vincolante per i loro futuri comportamenti.
Ebbene in quel testo è seccamente affermata la volontà di mantenere il Fiscal Compact e tutti gli impegni assunti da Monti. Cioè l'austerità, si proprio quell'austerità contro la quale siamo scesi in piazza il 14 novembre, non si tocca.
Altro che ridiscutere le pensioni!
Anche nel testo che firmate per votare, questi impegni sono richiamati come vincolo per tutti i vostri candidati.
Un dirigente sindacale della FIOM e della CGIL è abituato per storia ed esperienza a valutare con grande rigore i testi che sottoscrive, è parte fondamentale della funzione svolta.
Allora mi chiedo quale sia la ragione che vi fa trascurare un vincolo così rilevante per il paese e in particolare proprio per l'iniziativa sindacale.
La più semplice delle risposte è che anche voi alla fine siate d'accordo di mantenere gli impegni di Monti e ciò che ne deriva sul piano del rigore e dell'austerità.
In fondo e vero che le posizioni formalmente assunte dalla CGIL e anche dalla FIOM su questi temi non sono chiare. Si dice no a questa o quella decisione di Monti che ci colpisce, ma non all'impianto complessivo della sua politica e ancor meno a chi a sinistra la sostiene e la fa passare in parlamento.
Si potrebbe quindi concludere che anche voi consideriate immodificabili i capisaldi di quella politica e pensiate di attenuarne solo gli impatti sociali. Insomma, se vi siete convinti che il fiscal compact vada accettato, per favore ditelo.
Se invece siete ancora fermamente avversi all'austerità italiana ed europea, allora sarebbe giusto sapere perché sostenete chi, naturalmente con diverso entusiasmo, si vincola ad essa.
Pensate che il vostro candidato non manterrà gli impegni?
Che quegli accordi salteranno da soli e quindi non ci sarà più niente da rispettare? Che la rivoluzione europea cambi tutto? Che Obama dichiari guerra alla Merkel?
Io credo che dovreste spiegarci perché siete contro il fiscal compact e sostenete chi lo ha votato e si impegna a difenderlo, per favore ditelo.
E se invece la banale ragione della vostra scelta di partecipare alle primarie fosse che non ritenete opportuno star fuori da un evento così valorizzato nel palazzo, che bisogna stare nella politica che conta senza guardare troppo per il sottile?
La CGIL non ha firmato il catastrofico accordo sulla produttività voluto dal governo. Solo Vendola tra i candidati è stato critico, ma si è ben guardato dal dire: se vinco lo cancello. Perché non può, perché gli impegni del governo Monti vanno mantenuti.
E allora perché tanto entusiasmo per queste primarie a sovranità limitata?
Non sarà che di fronte alle difficoltà e alle sconfitte subite, alla fine il buon vecchio collateralismo al centro sinistra vi sia apparso come un ancora di salvezza?
Ditelo per favore.
Sabato 24 Novembre 2012 08:06 di Giorgio Cremaschi.
gcremaschi.r28@gmail.com
lunedì 12 novembre 2012
I COBAS lo confermano!. LA Cgil (non il maltempo) va in soccorso di Monti e sospende lo sciopero.
I COBAS lo confermano
Apprendiamo che la CGIL nazionale ha dato disposizione alla Cgil Toscana di sospendere lo sciopero del 14 novembre nei Comuni colpiti dal maltempo (compresa la provincia di Pisa).
I COBAS confermano lo sciopero per l'intera giornata, poiché per i prossimi giorni è stato annunciato il miglioramento delle condizioni del tempo.
I COBAS confermano lo sciopero per l'intera giornata, poiché per i prossimi giorni è stato annunciato il miglioramento delle condizioni del tempo.
Le continue emergenze ambientali dimostrano che il territorio è stato devastato da inutili grandi opere che trovano avallo anche nelle Giunte locali e nel silenzio complice dei sindacati ufficiali. Grandi opere che sottraggono soldi dalla manutenzione di strade, fognature, fiumi e territorio.
Siamo profondamente dispiaciuti per le persone colpite dalle recenti piogge, ma riteniamo che sia ancora più necessario lo sciopero per ribadire le autentiche emergenze: dal salario alla difesa del potere di acquisto e dei posti di lavoro, dalla tutela dei diritti sociali alla difesa del territorio, esposto alla devastazione, come quella avvenuta in questi giorni.
E' inaudito che la Cgil abbia sospeso lo sciopero in un momento in cui perfino gli ospedali sono a rischio di chiusura per i tagli spietati dovuti alla “spending review”. Siamo allibiti che mezzi d’informazione e siti istituzionali parlino di sospensione dello sciopero fornendo notizie parziali per impedire la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici a una protesta e a una lotta di dimensioni europee.
I COBAS CONFERMANO LO SCIOPERO GENERALE DEL 14 NOVEMBRE E DANNO APPUNTAMENTO IN PIAZZA GUERRAZZI ALLE ORE 9.00
I COBAS CONFERMANO LO SCIOPERO GENERALE DEL 14 NOVEMBRE E DANNO APPUNTAMENTO IN PIAZZA GUERRAZZI ALLE ORE 9.00
Cobas lavoro privato e Cobas Pubblico Impiego Pisa
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venerdì 9 novembre 2012
SCIOPERO GENERALE EUROPEO DI 8 ORE
14 NOVEMBRE 2012
SCIOPERO GENERALE EUROPEO, ANCHE SIENA SI MOBILITA
CONCENTRAMENTO ORE 09:00 PIAZZA MATTEOTTI
(PIAZZA DELLE POSTE)
CORTEO NELLE VIA DELLA CITTA'
ARRIVO PIAZZA SALIMBENI
MICROFONO APERTO PER INTERVENTI
Il 14 novembre in tutta Europa studenti e lavoratori si mobiliteranno per contrastare le politiche di austerità che stanno privando i cittadini di dignità, diritti e protezione sociale.
L'austerity, il regime del mercato, le politiche monetaristiche derivanti dalla stagione avviata da Reagan e Thatcher negli anni 80, dal Trattato di Maastricht e dai successivi trattati europei, hanno demolito per più di venti anni i diritti dei lavoratori, conquistati con decenni di lotte dal movimento operaio.
Le conseguenti politiche economiche imposte in questi mesi dalla BCE e dalla Troika dimostrano con i dati il loro fallimento: l'aumento della disoccupazione, in particolare quella giovanile che tocca il 50 % in alcune zone dell'Ue, la riduzione del potere d'acquisto di salari e di pensioni e la conseguente recessione.
Tutte queste misure provocano le loro peggiori conseguenze sulle fasce più deboli della popolazione che vengono massacrate per gli umori dei mercati, determinano dei circoli viziosi che anzichè sollevare le economie dei paesi, le affossano, richiedendo nuove manovre recessive e sempre maggiori sacrifici ai cittadini.
Oggi Monti rappresenta la seintesi di questa ingloriosa storia, aprendo una fase politica inedita che si sta già concretizzando in un lungo periodo basato sull'annullamento di diritti e dignità, sullo smantellamento della pubblica istruzione e dello stato sociale, mettendo in luce l'assoluta incompatibilità tra capitalismo e democrazia.
La Grecia per prima ha subito negli ultimi anni un vero e proprio massacro sociale, ma il suo popolo continua a resistere ed ad opporsi con dignità. Dopo aver distrutto la Grecia, austerità e rigore devastano gli altri paesi in difficoltà. Dalla Grecia si è passati velocemente a devastare le altre economie deboli del continente, come Spagna, Portogallo, Irlanda e oggi anche l'Italia.
Ma questo effetto domino, che fa traballare le nostre economie ( e le nostre sicurezze ), comprometterà la stabilità di tutta l'area euro, Germania compresa.
Questa crisi economica, infatti, non è una semplice crisi finanziaria come ci raccontano quotidianamente i giornali. Questa è una crisi di sovrapproduzione assoluta di capitale, pari per gravità a quella del 1929, ed è determinata dal fatto che i lavoratori vengono sfruttati troppo intensamente, e pagati troppo poco quindi le merci non possono essere acquistate.
Il capitalismo non è riformabile. Non crediamo che possa esistere un "capitalismo dal volto umano": l'unico volto che può avere per mantenere se stesso è quello di politiche economiche, dannose per la società nel suo complesso, ma indispensabili all'alta borghesia finanziaria per mantenere i suoi privilegi e per consolidare i rapporti di forza esistenti a scapito dei lavoratori sfruttati.
La soluzione dei potenti alla crisi che hanno provocato, viene scaricata, come al solito, su chi ha già pagato come sta accadendo anche nel nostro territorio.
Esempi lampanti sono: Whirlpool, Trigano, Floramiata, Novartis, della stessa Monte dei Paschi, dell'Università.
Scendiamo in piazza per dire:
Sì a un lavoro dignitoso per tutti e per tutte;
Sì ai massicci investimenti nei beni comuni, nell'istruzione pubblica e nell'ambiente;
Sì a politiche di rispetto del territorio;
SI' a un'altra politica economica pagata dalle finanze dei ricchi, dal grande capitale e dalle banche,
dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione della corruzione e dei privilegi delle caste politiche e manageriali.
SÌ ad una democrazia vera nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione attiva, SI' ai diritti sindacali per tutti/e.
Lanciamo un appello a tutti i lavoratori e lavoratrici, ai precari, agli studenti per una grande giornata di mobilitazione anche a Siena come nel resto d'Europa.
Aderiscono: Siena Beni Comuni, Confederazione dei Cobas, Carc, Das, Link, Unione degli Studenti, Rifondazione Comunista Siena, Giovani Comunisti
SCIOPERO GENERALE EUROPEO, ANCHE SIENA SI MOBILITA
CONCENTRAMENTO ORE 09:00 PIAZZA MATTEOTTI
(PIAZZA DELLE POSTE)
CORTEO NELLE VIA DELLA CITTA'
ARRIVO PIAZZA SALIMBENI
MICROFONO APERTO PER INTERVENTI
Il 14 novembre in tutta Europa studenti e lavoratori si mobiliteranno per contrastare le politiche di austerità che stanno privando i cittadini di dignità, diritti e protezione sociale.
L'austerity, il regime del mercato, le politiche monetaristiche derivanti dalla stagione avviata da Reagan e Thatcher negli anni 80, dal Trattato di Maastricht e dai successivi trattati europei, hanno demolito per più di venti anni i diritti dei lavoratori, conquistati con decenni di lotte dal movimento operaio.
Le conseguenti politiche economiche imposte in questi mesi dalla BCE e dalla Troika dimostrano con i dati il loro fallimento: l'aumento della disoccupazione, in particolare quella giovanile che tocca il 50 % in alcune zone dell'Ue, la riduzione del potere d'acquisto di salari e di pensioni e la conseguente recessione.
Tutte queste misure provocano le loro peggiori conseguenze sulle fasce più deboli della popolazione che vengono massacrate per gli umori dei mercati, determinano dei circoli viziosi che anzichè sollevare le economie dei paesi, le affossano, richiedendo nuove manovre recessive e sempre maggiori sacrifici ai cittadini.
Oggi Monti rappresenta la seintesi di questa ingloriosa storia, aprendo una fase politica inedita che si sta già concretizzando in un lungo periodo basato sull'annullamento di diritti e dignità, sullo smantellamento della pubblica istruzione e dello stato sociale, mettendo in luce l'assoluta incompatibilità tra capitalismo e democrazia.
La Grecia per prima ha subito negli ultimi anni un vero e proprio massacro sociale, ma il suo popolo continua a resistere ed ad opporsi con dignità. Dopo aver distrutto la Grecia, austerità e rigore devastano gli altri paesi in difficoltà. Dalla Grecia si è passati velocemente a devastare le altre economie deboli del continente, come Spagna, Portogallo, Irlanda e oggi anche l'Italia.
Ma questo effetto domino, che fa traballare le nostre economie ( e le nostre sicurezze ), comprometterà la stabilità di tutta l'area euro, Germania compresa.
Questa crisi economica, infatti, non è una semplice crisi finanziaria come ci raccontano quotidianamente i giornali. Questa è una crisi di sovrapproduzione assoluta di capitale, pari per gravità a quella del 1929, ed è determinata dal fatto che i lavoratori vengono sfruttati troppo intensamente, e pagati troppo poco quindi le merci non possono essere acquistate.
Il capitalismo non è riformabile. Non crediamo che possa esistere un "capitalismo dal volto umano": l'unico volto che può avere per mantenere se stesso è quello di politiche economiche, dannose per la società nel suo complesso, ma indispensabili all'alta borghesia finanziaria per mantenere i suoi privilegi e per consolidare i rapporti di forza esistenti a scapito dei lavoratori sfruttati.
La soluzione dei potenti alla crisi che hanno provocato, viene scaricata, come al solito, su chi ha già pagato come sta accadendo anche nel nostro territorio.
Esempi lampanti sono: Whirlpool, Trigano, Floramiata, Novartis, della stessa Monte dei Paschi, dell'Università.
Scendiamo in piazza per dire:
Sì a un lavoro dignitoso per tutti e per tutte;
Sì ai massicci investimenti nei beni comuni, nell'istruzione pubblica e nell'ambiente;
Sì a politiche di rispetto del territorio;
SI' a un'altra politica economica pagata dalle finanze dei ricchi, dal grande capitale e dalle banche,
dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione della corruzione e dei privilegi delle caste politiche e manageriali.
SÌ ad una democrazia vera nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione attiva, SI' ai diritti sindacali per tutti/e.
Lanciamo un appello a tutti i lavoratori e lavoratrici, ai precari, agli studenti per una grande giornata di mobilitazione anche a Siena come nel resto d'Europa.
Aderiscono: Siena Beni Comuni, Confederazione dei Cobas, Carc, Das, Link, Unione degli Studenti, Rifondazione Comunista Siena, Giovani Comunisti
martedì 30 ottobre 2012
La Cgil corre appresso ai COBAS, ma si ferma a metà strada
Lo sciopero generale del 14 novembre è già convocato dai COBAS per l’intera giornata.
Contro il governo Monti e le politiche recessive di austerity, con l’Europa che lotta
Il grande successo del No Monti Day e la convocazione COBAS per il 14 novembre dello sciopero generale di tutte le categorie per l’intera giornata hanno “risvegliato” la Cgil che, partita all’inseguimento della mobilitazione, si è ritrovata con il fiatone, fermandosi a mezza strada e limitandosi a convocare 4 ore di sciopero che oltretutto nel PI e nella scuola cozzano con le norme vigenti in materia (da loro imposte, insieme a Cisl e Uil), stante la precedente indizione COBAS per l’intera giornata. Comunque, il fronte di protesta del 14 si amplia e questa è una buona notizia, così come la confluenza pure della Fiom che così esce dall’isolamento in cui si era cacciata insistendo sulla data del 16 novembre. Merito anche di quelle molte decine di migliaia di persone che il 27 ottobre sono scese in piazza a Roma nella manifestazione promossa dal Comitato No Monti Day, dai COBAS, Usb, Prc e altre forze sindacali e politiche: lavoratori/trici del pubblico e del privato, studenti medi e universitari, ambientalisti e pensionati, precari e disoccupati che hanno protestato contro politiche fallimentari che ci precipitano nella “spirale greca”, con tagli che provocano recessione a cui seguono altri tagli fino alla catastrofe. Monti se ne deve andare – hanno detto i manifestanti – perché ha provocato un massacro sociale per abbattere il debito pubblico, invece aumentato in un anno dal 117% del PIL al 126%; perché ha colpito i settori più disagiati, mentre nulla pagano gli evasori fiscali, i grandi patrimoni, gruppi finanziari e industriali, e la corruzione e le ruberie delle caste politiche e manageriali sono al parossismo; perché distruggerebbe definitivamente la scuola pubblica, aumentando l’orario ai docenti ed espellendo altre decine di migliaia di precari, deportando i docenti “inidonei”, bloccando all’infinito contratti e scatti d'anzianità.
E questo diremo con ancora maggior forza nello sciopero del 14 e nelle numerose manifestazioni che svolgeremo in tutta Italia, mentre in Parlamento si voterà sulla disastrosa legge di in-stabilità. Lo sciopero del 14 è partito dai sindacati e movimenti sociali spagnoli e si è poi esteso al Portogallo e alla Grecia con grande partecipazione di popolo. C’è oramai diffusa in questi paesi la consapevolezza che la sconfitta delle politiche liberiste e recessive non può avvenire in un solo paese: e i settori popolari italiani, a tutt’oggi in ritardo su questo piano, devono raccogliere l’appello per una grande mobilitazione europea. Perciò i COBAS, già da parecchi giorni, hanno indetto per il 14 lo sciopero generale per tutte le categorie e per l’intera giornata, con manifestazioni locali. Scenderemo in piazza con l’Europa che lotta per dire NO al governo Monti e ai partiti che lo sostengono, NO alla distruzione di scuola, sanità e servizi sociali, alla chiusura delle fabbriche, ai licenziamenti, alla cancellazione dei diritti del lavoro, al blocco dei contratti e degli scatti, all’aumento dell’orario per i docenti, al concorsaccio per i precari, alla deportazione degli insegnanti “inidonei”, alla legge Aprea-Ghizzoni; SÌ a massicci investimenti nei Beni comuni e ambiente, all'assunzione dei precari, ad una politica economica pagata dalle finanze dei ricchi, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione della corruzione e dei privilegi delle caste politiche e manageriali; NO all'Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell'austerità, dell'attacco alla democrazia, SÌ ad una democrazia vera nel paese e nei luoghi di lavoro.
COBAS CONFEDERAZIONE COMITATI DI BASE
sabato 6 ottobre 2012
Sergio Bellavita - Le vere ragioni per cui sono stato dimesso
Molti compagni sono davvero increduli rispetto a quanto accaduto intorno alla
mia "dimissione" dalla segreteria. Non si capacitano che Landini, unanimemente
riconosciuto come difensore dei diritti dei lavoratori e della democrazia
stessa, possa rimuovere dalla segreteria un compagno per dissenso. Eppure e'
cosi'. Non c'e' nessun altra ragione che ha spinto, per la prima volta nella
storia dei metalmeccanici, un segretario Fiom a rimuovere un componente di
segreteria. Con questo atto autoritario Landini e Airaudo rompono la
maggioranza congressuale degli ultimi 3 congressi estromettendo la rete 28
aprile.
Il dissenso. Di cosa sono accusato? Tralascio le vergognose, false e
pretestuose ricostruzioni che vogliono il sottoscritto impegnato a organizzare
contestazioni a Landini. Cosi' come e' francamente assurdo dover rispondere
alle menzogne che descrivono il sottoscritto d'accordo nelle segreterie e
contrario nei comitati centrali... Delle due l'una: o mi sono opposto troppo o
troppo poco. La macchina del fango ha lavorato alacremente per screditare le
ragioni che ho sostenuto attraverso il discredito del singolo, la denuncia
dell'untore. C'e' una vecchia e poco nobile tradizione in questo senso.
Tralasciando tutto cio', l'accusa che mi viene mossa e' riferita alla
presunta scelta di rompere con la linea maggioritaria e di aver scelto, in
un'ottica Cgil, di ricostruire l'opposizione in tutte le categorie della
confederazione.
Tutto cio' e' facilmente smontabile. E' evidente a tutti che la Fiom ha
dismesso l'opposizione sociale. Ha dismesso l'alterita' e l'opposizione alla
paurosa deriva della Cgil con conseguenze nefaste, sconfitta su art.18 e
pensioni.
Dopo il 16 ottobre 2010 la Fiom poteva svolgere uno straordinario ruolo di
catalizzatore di un vasto movimento contro le politiche del governo e contro
marchionne. Cio' avrebbe portato probabilmente la fiom allo scontro frontale
con la cgil. landini e Airaudo hanno deciso di non farlo. Cosi la lotta Fiom si
e' mantenuta alta sul terreno mediatico,forte di un consenso e di una domanda
sociale straordinaria,ma e' via via scemata nelle pratiche concrete, nella
politica contrattuale. Da qui una gestione della vertenza per il contratto
tutta piegata al tentativo di cercare uno spiraglio per la riaffermazione della
titolarita' Fiom piu' che orientata a costruire conflitto in rapporto con i
lavoratori.
Cosi come nella vertenza Fiat, dopo la chiusura con sbagliati accordi
sindacali di due stabilimenti al sud, termini imerese e irisbus e la pesante
vicenda ex bertone, resta forte lo scontro sul terreno dei diritti sindacali e
delle agibilita' fiom e sempre piu' evanescente la battaglia contro il modello
autoritario e schiavistico di marchionne. In tutto questo considero
profondamente sbagliato e incoerente con le battaglie di questi anni, con il
valore che diamo al contratto nazionale, considerare l'accordo del 28 giugno
come argine agli accordi separati, come riferimento per la democrazia
sindacale. Proprio l'accordo che ha accolto le deroghe al contratto, che ha
cancellato ruolo e funzioni del contratto nazionale.
Io non ho cambiato idea. Continuo a rivendicare la Fiom del congresso di
Livorno e Montesilvano. Rivendico la Fiom che discute, che cerca, con la fatica
che la democrazia richiede, di lavorare sempre all'unita' della categoria e
della stessa con i lavoratori. La Fiom che parlando il linguaggio semplice e
radicale dei bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici li conquistava alla
lotta, dimostrando, in tanto lerciume della politica, che si puo' coniugare
dire e fare.
Prendo atto che questo non e' piu' l'orientamento maggioritario in Fiom. C'e'
una svolta, profonda dei gruppi dirigenti. Per queste ragioni il dissenso e'
particolarmente avversato.
Ho atteso mesi prima di denunciare pubblicamente quanto avviene in Fiom. L'ho
fatto per non ledere l'immagine della Fiom, per il bene dei lavoratori.
Oggi, con la rottura netta che landini e airaudo hanno deciso, credo tempo fa,
e' necessario organizzare tutti coloro che vogliono salvare la lunga stagione
della Fiom. Organizzare coloro, e sono tanti, che vogliono continuare a
lottare.
Per mesi ho denunciato negli organismi preposti la gestione scarsamente
democratica dell'organizzazione. Ho denunciato le scarse, scarsissime
segreterie e quindi l'impossibilita' di poter discutere collettivamente almeno
le grandi scelte, su fiat, contratto ecc. Cosi come ho contestato il perenne
ricorso al voto di fiducia al segretario nelle discussioni al comitato
centrale. Sono stato impossibilitato a esercitare il ruolo a cui il comitato
centrale mi aveva chiamato, dalla partecipazione ai direttivi provinciali, agli
attivi dei delegati. Persino gli ordini del giorno conclusivi li potevo leggere
solo pochi minuti prima del voto.
Queste sono in sintesi le gravissime colpe che hanno indotto landini e airaudo
a dimettermi. Oggi ripartiamo, con chi ci sta, a organizzare l'opposizione
alla svolta, al rientro nei ranghi della Fiom. Ripartiamo con i tanti e le
tante che non vogliono chinare il capo e vogliono lottare contro Monti,
Marchionne,Squinzi. E che hanno il diritto e il bisogno di un sindacato
democratico, combattivo e di classe. Prossimo appuntamento il 27 ottobre con il
"no monti day"
www.rete28aprile.it
giovedì 4 ottobre 2012
NO MONTI DAY ROMA 27 OTTOBRE
I COBAS, insieme a tante altre persone che lottano, organizzazioni sociali e sindacali, forze politiche e movimenti civili, vogliono dare voce e visibilità a tutti/e quelli che rifiutano e contrastano Monti e la sua politica di massacro sociale, con una grande manifestazione nazionale il 27 ottobre a Roma. Le feroci politiche di "austerità" - che Monti, sostenuto da PD, PdL e UdC, ha imposto nell'ultimo anno - hanno colpito solo coloro che hanno sempre pagato e che non hanno alcuna responsabilità della crisi (salariati, pensionati, precari, disoccupati, settori popolari, piccolo lavoro "autonomo") ed hanno immiserito ulteriormente scuola, sanità, trasporti, servizi pubblici e Beni comuni.
Nulla hanno pagato gli evasori fiscali (circa 300 miliardi l'anno sottratti alle casse statali), i grandi patrimoni (il 10% degli italiani possiede il 52% di beni mobili e immobili), banche, gruppi finanziari e industriali, mentre la corruzione e le ruberie delle caste politiche raggiungono il parossismo nelle strutture nazionali, regionali e locali, sottraendo altre centinaia di miliardi all'uso collettivo.
Per non parlare delle grandi mafie che oramai spadroneggiano non solo nelle regioni di origine ma che si spartiscono il territorio nazionale, violentandolo economicamente e sul piano ambientale. E' ora di dire: BASTA!! E' ora che la crisi sia pagata da chi l'ha provocata e che ha continuato ad arricchirsi anche in questi anni.
Scendiamo in piazza per dire:
NO a Monti e alla sua politica economica che produce precarietà, disoccupazione e povertà, no alle controriforme liberiste, no alla distruzione della scuola e della sanità pubbliche e dei servizi sociali, no alla chiusura delle fabbriche e ai licenziamenti
SÌ a massicci investimenti nei Beni comuni e nell'ambiente, all'assunzione dei precari - a partire dalla scuola, ove li si vorrebbe ancor più dividere attraverso inutili e assurdi "concorsacci", deportando poi gli insegnanti "inidonei", colpiti da gravi patologie - SI' a un'altra politica economica pagata dalle finanze dei ricchi, del grande capitale e delle banche, dal taglio delle spese militari e dalla cancellazione delle missioni di guerra, dalla soppressione della corruzione e dei privilegi delle caste politiche e manageriali
NO all'Europa dei patti di stabilità, del Fiscal Compact, dell'austerità e del rigore, che devastano da anni gran parte dei paesi europei, e in particolare Grecia, Spagna e ora Italia.
SÌ al lavoro dignitoso, allo stato sociale , al reddito per tutte e tutti
NO all'attacco autoritario alla democrazia, alla repressione contro i movimenti ed il dissenso, allo stato di polizia contro i migranti.
SÌ ad una democrazia vera nel paese e nei luoghi di lavoro, fondata sulla partecipazione, SI' ai diritti sindacali per tutti/e e non solo per le oligarchie dei sindacati di Stato.
Vogliamo mostrare che c'è un'altra Italia che rifiuta la finta alternativa tra centrodestra e centrosinistra che fingono di combattersi e poi approvano assieme tutte le controriforme, dalle pensioni all'articolo 18, dall'IMU alla svendita dei Beni comuni.Un'altra Italia che lotta per il lavoro senza accettare il ricatto della rinuncia ai diritti e al salario,che difende l'ambiente ed il territorio, che si batte per una democrazia alternativa al comando autoritario dei governi liberisti europei primo fra tutti quello tedesco, della BCE, della Commissione Europea e del FMI, del grande capitale e della finanza internazionale.Promuoviamo una manifestazione rigorosa nelle sue scelte, che porti in piazza a mani nude e a volto scoperto tutta l'opposizione democratica a Monti e a chi lo sostiene, per esprimere il massimo sostegno a tutte le lotte in atto per i diritti, l'ambiente ed il lavoro, dalla Valle Susa al Sulcis, da Taranto alla Fiat, dagli inidonei e precari della scuola a tutte e tutti coloro che subiscono i colpi della crisi. La manifestazione, che partirà alle 14,30 da Piazza della Repubblica, si concluderà in Piazza S. Giovanni con una grande assemblea popolare, ove discuteremo di come dare continuità alla mobilitazione.
COBAS Confederazione dei Comitati di base
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