In queste ore il governo italiano, presieduto dall’affabulatore
fiorentino, figlio di un inquisito per bancarotta fraudolenta, si sta
apprestando a mettere in opera i “consigli” di U€ e FMI e le “gentili
richieste” di CONFINDUSTRIA in merito alla riforma del mercato del lavoro, ribattezzato dal nostro premier, ennesimo non-eletto, (blow) job-act.